I risultati del progetto di Medicina Narrativa nell’Unità di Terapia Intensiva di Torino

Segnaliamo oggi la pubblicazione dell’articolo scientifico relativo allo studio della terapia intensiva dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e al progetto di Medicina Narrativa, promossi dal dottor Giuseppe Naretto e a cui ha partecipato anche la nostra Associazione H.story.

thumb_torinoIl progetto “H.story in rianimazione” prevedeva l’utilizzo di diari da inserire all’interno di un contesto di terapia intensiva aperta 24 ore su 24.

L’articolo “A narrative-based study on communication by family members in intensive care unit” è a cura di Stefania Di Gangi (autrice), Giuseppe Naretto, Nicole Cravero e Sergio Livigni. Qui di seguito pubblichiamo un breve asbtract in italiano dell’articolo.

OBIETTIVI
Il focus dello studio sono le storie scritte nel guest-book (i diari progettati da H.story) di una Terapia Intensiva dai familiari, o visitatori, dei pazienti. La finalità principale è quella di proporre una metodologia per l’esplorazione e l’analisi dei contenuti narrativi delle storie, in termini di bisogni, percezioni, grado di soddisfazione dei familiari (o visitatori) per il lavoro dello staff di TI.

METODOLOGIA
Lo studio è di tipo osservazionale e retrospettivo, a partecipazione volontaria. Un numero di 440 storie, raccolte dal 2009 al 2011, descrive l’esperienza di 332 familiari, o visitatori, e 258 pazienti. Le storie sono state analizzate con tecniche di analisi statistica multivariata (cluster analysis). All’analisi quantitativa, si affianca l’analisi qualitativa dei contenuti narrativi delle storie.

RISULTATI
Le storie sono state scritte più frequentemente, (38%, 168 storie), in forma di lettera indirizzata al paziente. Il motivo principale che induce il narratore a scrivere è il poter dare incoraggiamento e motivare il paziente a vivere (34%, 150 storie), esprimendo amore o affetto (56%, 245 storie). In 65 storie, è stato fornito il feedback allo staff di TI, dove la competenza del personale è stata la principale caratteristica riconosciuta (31%, 20 storie). La cluster analysis ha evidenziato legami tra feedback positivo ed emozioni positive dei familiari (o visitatori).

CONCLUSIONI
Lo studio suggerisce che il diario di Terapia Intensiva può essere un valido e semplice strumento di comunicazione tra pazienti e familiari e tra familiari e staff, poiché permette ai familiari di condividere pensieri, emozioni o opinioni che sono di supporto ai pazienti o danno motivazione allo staff.

Ringraziamo Stefania Di Gangi per l’invio dell’abstract e la condivisione. Per altre informazioni sulla pubblicazione e sul progetto potete scriverci ed entrare in contatto con noi.

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