La Medicina Narrativa, la cura delle parole

Questo è il titolo di un articolo di Giorgio Bert pubblicato sul sito della Fondazione ZOE (Zambon Open Education). Generalmente il nostro approccio alla Medicina Narrativa tende a focalizzarsi verso l’individualità del paziente e del malato, ponendo poco l’accento su quella del personale medico e assistenziale. Come afferma Bert “Si finisce col trascurare il fatto che anche il medico è una persona: anche il medico ha una storia personale, ha convinzioni, pregiudizi, valori, certezze, dubbi, paure, emozioni… La formazione professionale e l’esperienza insegnano a mantenere questi aspetti soggettivi sotto controllo, almeno fino a un certo punto, ma si tratta di uno sforzo che alla lunga si paga in termini di benessere.”

In reparti molto critici questo aspetto è molto importante. Il personale medico quanto il paziente necessita di strumenti e di sostegni che gli permetta di raccontarsi affinchè vi siano meno ostacoli all’interno di un valido rapporto terapeutico.

Cogliamo l’occasione per presentare l’iniziativa lodevole della Fondazione Zoe.

Come leggiamo sul sito, l’obiettivo di Zoé è quello di formare e crescere una nuova generazione di collaboratori, medici, pazienti, farmacisti, operatori dell’informazione capaci di superare i limiti attuali della comunicazione della salute e raggiungere il grande pubblico, grazie a nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento che risultino accessibili ed efficaci, allo scopo di promuovere una cultura della salute basata sui principi della conoscenza e dell’informazione.

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