Il reparto aperto di Terapia Intensiva del San Giovanni Bosco di Torino

Qualche giorno fa abbiamo partecipato al Convegno dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva e Rianimazione promosso dall’Istituto Internazionale di Ricerca.

Come vi avevamo anticipato nell’ultimo post, è stato invitato a presentare la propria esperienza in reparto il dottor Giuseppe Naretto. Spesso abbiamo parlato del nostro progetto, H.story in rianimazione, da lui magistralmente declinato all’interno del reparto, ma non ci siamo mai soffermate ad esporre l’intero progetto in cui H.story è andato ad inserirsi.

Il progetto promosso al San Giovanni Bosco si è evoluto con il passare degli anni, arrivando ad offrire una serie di attività volte a:
* migliorare il vissuto del malato;
* agevolare e gratificare l’operato del peronale medico e infermieristico;
* sostenere ed incentivare alla comunicazione i familiari.

Si tratta quindi di un vero e proprio progetto di comunicazione. Vi riportiamo in breve le attività da lui promosse:
il reparto è aperto a familiari e cari 24h su 24h da ormai due anni (questo ha permesso e continua a permettere ai visitatori e agli operatori di avere un continuo scambio di informazioni e di dialoghi, un contatto prolungato e continuo che ha ridotto notevolmente i conflitti e gli stati di ansia e di stress);
la distribuzione dei diari di H.story (trovate maggiori informazioni sulla pagina del progetto e leggendo l’intervista di qualche mese fa);
gli incontri follow-up (dopo un anno i pazienti che hanno superato il passaggio in rianimazione, vengono video-intervistati per verificare il loro stato emotivo e fisico).

I risultati esposti dal dottor Naretto durante il suo intervento, hanno dimostrato i vantaggi riscontrati con l’avvio di queste attività. Questa esperienza dimostra ancora una volta come narrazione ed ascolto, due dei fondamenti della disciplina della Medicina Narrativa, siano elementi di cui non si può prescindere quando si tratta di rapporti all’interno di un ambito ospedaliero.

Di seguito pubblichiamo alcune foto scattate durante il convegno al dottor Naretto durante la sua intensa presentazione.

Cogliamo quindi l’occasione per ringraziarlo una volta di più per aver saputo cogliere le potenzialità ed il valore del nostro progetto, della Medicina Narrativa.

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