Questa è la mia sfida

Ed è wholesale jerseys stato come entrare in un incubo aver saputo della malattia. Cos’altro poteva succedere di wholesale nba jerseys peggio? Ci si sente spacciati: basta, è finita, devi wholesale jerseys morire, fattene una ragione, al più presto. Ogni minuto la gente muore – ti dici – pensa che ci sono persone che muoiono ancora prima di venire al mondo. Beh, almeno io fin qui sono arrivata. Si, ma fin qui dove? Ti prende la rabbia, che si mischia al terrore: perché proprio io, sono troppo giovane, non è ancora il mio momento, ho ancora troppe cose da fare, troppe responsabilità, non ho tempo per morire io! E comincia la fase delle cure, dei medici, degli ospedali. Inizia la fase cheap jerseys della speranza, dell’elaborazione del lutto, della presa On-demand di coscienza della tua malattia, dei tuoi nuovi limiti. Impari ad accettarli, impari a capire il più punto preciso in cui devi saperti fermare, ed cheap jerseys impari anche a guardare il resto dell’umanità che sfreccia accanto a te senza neppure capire la tua sofferenza.

E’ a questo punto che ti deviappigliare a qualcosa: chi ha tanta fede riesce a rispondersi completamente, chi ne ha poca la tira fuori comunque, la rimette a lucido e cerca di farne buon uso. Io inoltre ho due figli ancora piccoli: guardo loro e mi dico “devi resistere, devi tirare più in là possibile, è troppo presto per lasciarli, li devi portare almeno all’adolescenza”. E quando e se vedrò la loro adolescenza, forse dopo avrò un altro sogno, ancora più remoto, ad esempio – che ne so – vedere un nipotino!

Ce la farò, non lo so, per a ora attacco un giorno nuovo di seguito al precedente.
Questa è la mia sfida.

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